venerdì 14 novembre 2008

Il sito di Santa Margherita si rinnova completamente

Novità in casa Santa Margherita con il rilascio del nuovo sito e l'adozione del nuovo logo aziendale.

Le versioni precedenti del sito, sono sempre state tra le più apprezzate dagli eno-appassionati. Vuoi per una presenza in rete ormai decennale, ma soprattutto per la ricchezza di contenuto e di iniziative (per es. l'annuale concorso Letti in un sorso).

Il rinnovo di questi giorni non è un semplice restyling, ma un vero e proprio rifacimento.

Se infatti la ricchezza di contenuti era un punto forte delle versioni precedenti, si era assistito ad una "sedimentazione" del sito, che in alcuni casi lo rendeva poco chiaro e probabilmente poco efficace a comunicare alcuni temi dell'azienda.

Vediamo quindi la nuova versione. Partendo dal logo:
Dal logo quadrettato su tonalità del giallo, passiamo ad un logo in negativo in cui sparisce il contorno ed il nome viene posto in forte rilievo rispetto al precedente.
Il nuovo logo è già disponibile su alcune bottiglie in diverse declinazioni.

L'home page, rispetto alla precedente, gioca su note più emotive, con l'utilizzo di una foto a grande formato (sfruttata intelligentemente solo in orizzontale) che permette di porre in primo piano uno dei vini aziendali. Intorno ad esso tre aree che veicolano News, Cultura del vino ed i Consigli su vino ed abbinamento.

La navigazione principale viene posizionata in alto, in posizione evidente, ma con un uso dei colori che non agevola il contrasto e quindi la leggibilità. Leggibilità che si ha invece quando si passa il mouse sulle voci e che attiva le sottovoci, che però non sono facilmente cliccabili (soprattutto nel caso di Azienda in cui spostandosi a destra per cliccare Storia si attivano le sottovoci di Prodotti). Peccato anche che le singole voci non siano cliccabili.
Comunque una volta entrati in una sottoarea, difficile perdersi. I sottomenù ed il percorso di navigazione è sempre ben visibile.

Le schede dei vini sono piacevoli e complete (non funziona però la possibilità di scaricare il PDF, probabilmente un piccolo errore di gioventù) ed è possibile condividerle velocemente su sistemi di social network, anche se non è possibile lasciare commenti su di essi (possibilità che le aziende dovrebbero cominciare a tener conto).

I contenuti del mondo vino che hanno fatto il successo del sito di Santa Margherita sono sempre presenti (il Corso vino, il glossario, le ricette, eccetera), organizzate in tre aree tematiche distinte.
Nascosto (forse solo inizialmente) nell'area Link, l'accesso al canale video di Youtube con video interessanti sull'azienda.

Per quanto riguardo l'efficacia del sito sui motori di ricerca è ancora presto per fare una valutazione, ma va notato che non sono stati attivati i "redirect" dalle vecchie pagine al nuovo sito, quindi se uno trova un risultato di ricerca "vecchio" finisce su una pagina di errore.

In conclusione comunque un ottimo sito, migliorato nell'aspetto visivo, ma... forse manca un pò di calore, inteso come possibilità di entrare in contatto con il mondo reale di Santa Margherita. Non ci sembra di aver trovato la possibilità di visitare le cantine o chi fa chi in azienda.
Infine un ultima nota positiva sull'uso della tecnologia flash, usata in modo efficiente ed efficace e soprattutto senza nessuna "maledetta start page" :-)

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lunedì 3 novembre 2008

Fornovo è sempre Fornovo

Penalizzato da un forte raffreddore, non mi sono goduto appieno la mezza giornata passata a Fornovo a Vini di Vignaioli. Ed è stato un vero peccato, perchè il livello qualitativo è di anno in anno sempre più alto. Merito delle annate proposte? Sicuramente, ma forse anche di una maggiore capacità dei produttori stessi, che in occasioni come queste si scambiano opinioni e suggerimenti.

Visto il poco tempo a disposizione sono riuscito a degustare più bianchi che rossi.
Tra i francesi, sempre molto buono il Bianco Gentile ed il Vermentino di Arena(anche se con prezzi non proprio economici), il Muscat Sec di Petit Domaine De Gimis, Riesling 2007 e Gewurztraminer Vendemmia Tardiva 05 di Binner, l'Aligote 2007 di Sabre, i grandissimi vini de I Clivi: Brazan 04, Galea 04, Malvasia 06, Galea 99, Galea 97, piacevole il 05 e 06 di Denavolo, grandissimi tutti gli Champagne di Francis Boulard, in particolare il Nature, il Picolot di Sara (sempre ottimo) , interessante il sardo Altea Bianco a base di Sibiola.
Tra i rossi interessante il Vei Rosso Asciutto 04,05 e 06 di Pradarolo, veramenti buoni i vini di Domaine De Gressac, con un Gressac Classic 2006 dall'ottimo rapporto qualità prezzo; Dolcetto e Barbera I Tre Poggi, Rosso 2006 di Stella di Campalto, Rosso 2006 notevolissimo di Campi di Fonterenza, che hanno presentato anche il loro primo Brunello 2004. Ottimi i due siciliani Frappato e Nero d'Avola di Occhipinti, così come il Valpolicella di Villa Bellini, senza dimenticare un ottimo Olive 2006 del mitico Pino Ratto che in questa annata ha prodotto un Dolcetto favoloso.

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martedì 7 ottobre 2008

Giornata Champagne 2008

Non di solo web si vive, quindi ieri sera abbiamo fatto una scappata veloce alla Giornata Champagne 2008, organizzata dal CVIC (Comité Interprofessionnel du Vin de Champagne ) presso il Palazzo del Ghiaccio di Milano (completamente ristrutturato e dedicato ad ospitare manifestazioni).

Presenti gli amici di La Flute con gli champagne di Fleury, così come altri appassionati e moltissimi operatori, a dimostrazione di come un evento simile sia di interesse per il mondo produttivo milanese, ma non solo.

In degustazione tre tipologie di Champagne per ogni produttori, solitamente un base, un rosè ed un millesimato.

Diversi assaggi, tra questi molti base veramente notevoli, mentre molti millesimati erano personalmente troppo ricchi di liquer.

Tra i base: Guy Charlemagne Brut Reserve BdB Grand Cru, Henri Abelé Brut, Roland Champion Carte Blanche BdB Grand Cru, Delamotte BdB No Vintage, Fleury Brut Carte Rouge, Francois Bedel Entre Ciel et Terre (forse il miglior base tra quelli assaggiati), Jacquesson Cuvée N732 Brut, Henriot Blanc Souverain.

Tra i millesimati, grandissimo equilibrio, bevibilità ed un'ottima complessità per il Charles Heidsieck Blanc des Millénaires 1995, poi interesanti e piacevoli il Guy Charlemagne Mesnillésime Grand Cru 2002, Roland Champion Special Club BdB Grand Cru 2002, Henriot Cuvée des Enchanteleurs 1995.

Note organizzative
Positive: ottima location con ampi spazi, servizio pane ed acqua sempre efficiente, vini sempre a temperatura
Negative: Attesa prolungati per i calici e possibilità di avere solo la flute come calice (ad un evento come questo ci si aspetterebbe almeno altri tipi di calici o perlomeno una scelta)

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Capire qualcosa sulla vicenda Brunello.

Purtroppo il lavoro non mi ha permesso di seguire come avrei voluto il dibattito tra Franco Ziliani e Ezio Rivella sulla vicenda del Brunello "taroccato" e della richiesta di alcuni di cambiare il disciplinare.

Per questo vi consiglio, se non l'avete già fatto, di dare un'occhiata ai diversi resoconti, mentre se volete farvi un'idea in modo diretto guardare il video integrale disponibile su Vinarius.

Inutile dire che l'idea di una diretta web e la riproposizione del video integrale sia utilissimo per formarsi un'opinione.

Il fotomontaggio di sinistra è ovviamente scherzoso e riprende la foto originale tra due grandi della boxe: Muhammad Ali e George Foreman.
Stavolta nessuna corona in palio, ma la possibilità di comprendere meglio due punti di vista completamente diversi sul mondo del vino.

Ce ne fossero di più di questi incontri/scontri.

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lunedì 29 settembre 2008

Grande successo per il tasting panel di Poggio Argentiera

Avevamo parlato dell'avvio del TASTING PANEL di Gianpaolo Paglia di Poggio Argentiera, basato sull'invio di vini a molti personaggi della blogosfera e non solo.


A vedere i risultati, ma manca ancora un giorno, penso che Gianpaolo possa essere solo contento.

Tantissimi commenti, quasi tutti positivi e con i negativi che probabilmente risulteranno i più utili.


Anche noi abbiamo partecipato (ci manca ancora un vino che assaggeremo stasera).

Alcuni vini ci sono piaciuti più di altri, ma l'accento va posto sul modo di comunicare di Poggio Argentiera.


Una comunicazione bidirezionale, in cui i degustatori possono dire quello che pensano, senza censure, che crea un archivio a disposizione di tutti, con uno storico di valutazioni che può aiutare anche i futuri acquirenti, quindi con una valenza economica non di poco conto.

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lunedì 15 settembre 2008

L'ex Gambero Rosso

Stefano Bonilli, fondatore ed (ora) ex-direttore del mensile Gambero Rosso è stato licenziato dalla proprietà della GR Holding.
Mi dispiace, perchè Stefano, che non conosco di persona, ma di cui sono affezzionato lettore del blog, è stato capace di farmi avvicinare e capire sempre di più il mondo della gastronomia.
Un mondo fatto di ricerca della qualità e di capacità, quelle che sembrano essere mancate ai nuovi proprietari...
In bocca al lupo!

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lunedì 25 agosto 2008

Assaggi d'agosto

Vacanze ormai finite, ma posso dire di essermi ritemprato e rigenerato.
Merito della famiglia, del luogo (Branzi in Val Brembana) e di qualche buona bottiglia che al fresco della montagna non manca mai.

E così tra le bottiglie interessanti due "vecchietti", un Graves Sec del 1967 (41 anni di vino bianco) e un Dolcetto d'Alba di Angelo Gaja del 1984.

Aperte le bottiglie con poche speranze, siamo rimasti colpiti in entrambi i casi.
Il bianco francese con più di 40 anni sulle spalle aveva un bellissimo colore(la foto fatta con il cellulare non rende molto), quindi mi aveva messo voglia di stapparlo.

Al naso un pò chiuso, ma in bocca una bella acidità ed un gusto niente male.
Dopo due-tre ore si era ripulito anche al naso. Veramente piacevole. Difficile credere alla sua età, considerando poi che la bottiglia è sempre stata conservata in piedi.

Il Dolcetto di Gaja non mi dava grosse speranze, certo il nome c'è, ma il 1984 non mi sembra sia stata una grandissima annata in Langa ed il Dolcetto (tranne rari casi, penso a a quelli di Pino Ratto) non è conosciuto per la sua longevità.

Stappato, al naso si sente in evidenza l'alcol, ma anche un profumo piacevole. In bocca si è conservato stupendamente. Certo non ricorda quei Dolcetto piacevoli da bere nel giro di 1 o 2 anni dalla vendemmia, ma è comunque un bel vino. A distanza di qualche ora perde in piacevolezza e l'alcol sembra farsi dominante, ma ormai è rimasto solo un quarto di bottiglia.

Provati anche un Bordeaux 1966 ed un Barolo 1955, ma qui il tempo ha avuto i suoi effetti e le bottiglie sono finite lavandinate.

Ma il piacere di scoprire "intatto" e piacevole un vino che mia madre avrebbe direttamente svuotato nel lavandino, è un'emozione che ti lascia con il bicchiere in mano a pensare, a scrutare e riassaggiare il vino, come se fosse la prima volta, sorprendendoti ad ogni sorso.
Mentre mia madre mi scruta per vedere se stramazzo a terra, avendo bevuto qualcosa che per lei è "sicuramente andato a male" :-)

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